La blefaroplastica può essere sia una operazione funzionale che estetica, intesa a rimodellare la palpebra superiore o inferiore tramite la rimozione o il riposizionamento di tessuto in eccesso, come pure tramite il rafforzamento dei muscoli e dei tendini circostanti. Le problematiche che portano all’esigenza di un intervento correttivo sono, per la palpebra superiore, la blefarocalasi (ptosi, quindi discesa, progressiva fino talvolta ad un deficit di tipo funzionale) e la spesso associata protrusione del tessuto adiposo retro-bulbare. La blefaroplastica è in grado di migliorare il rilassamento della cute palpebrale alleggerendo un occhio appesantito; eventuali trattamenti successivi vanno valutati caso per caso dallo specialista, che ne illustra indicazioni, limiti e rischi.
A chi è rivolta la blefaroplastica?
- in genere viene richiesta da soggetti di età superiore ai 35/40 anni;
- pazienti che desiderano uno sguardo più vivace e giovanile;
- pazienti il cui campo visivo risulta compromesso in casi di severa ptosi delle palpebre superiori.
I migliori candidati sono persone che si trovano in buona salute, psicologicamente stabili e che hanno aspettative realistiche. Il soggetto ideale, di conseguenza, è colui o colei che presenta gli inestetismi sopra citati – quali palpebre cadenti, pelle flaccida, borse gonfie e/o occhiaie intorno agli occhi – e che desidera uno sguardo più aperto, giovane e luminoso. La blefaroplastica consente, a seconda delle necessità, di asportare la cute in eccesso a livello delle palpebre superiori e/o inferiori e di eliminare le cosiddette “borse” o “occhiaie”. Gli esiti, compreso l’aspetto della cicatrice, variano da paziente a paziente e vanno valutati con lo specialista prima dell’intervento. Al mondo, ogni anno vengono eseguiti migliaia d’interventi di questo tipo con esiti soggettivi sulla percezione della propria immagine, non prevedibili a priori.
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